Si pubblica un contributo scientifico degli autori Martina Bosone dell’Università di Napoli Federico II, Dipartimento di Architettura, Domenico Vito dell’Osservatorio Parigi, HubZine Italia e Barbara Pirelli, avvocato del Foro di Taranto, Eco Avvocato e Sustainability Content Creator e membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Next Eu.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano una delle soluzioni più promettenti per un futuro energetico sostenibile e inclusivo. Con il loro modello di autosufficienza energetica, queste comunità contribuiscono alla riduzione della povertà energetica e promuovono l’accesso democratico alle risorse rinnovabili. Tuttavia, come ogni innovazione, le CER devono fare i conti con alcune resistenze locali, che spesso si manifestano sotto forma di fenomeni come il NIMBY (“Not In My Back Yard”), in cui le comunità accolgono favorevolmente l’idea delle energie rinnovabili, ma rifiutano la loro implementazione nelle loro vicinanze.

Il confronto tra NIMBY (“Not In My Back Yard”) dove le comunità accettano le energie rinnovabili ma non le installazioni nei loro territori, contrapposto a PIMBY (“Please In My Back Yard”), in cui i comitati locali si mostrano favorevoli agli impianti rinnovabili per i benefici che apportano, è uno degli aspetti centrali emersi da uno studio recente sulle pratiche CER attive in Italia. Questo studio, che analizza le esperienze italiane, ha identificato i punti di forza e le criticità economiche, ambientali e socioculturali delle CER, offrendo un framework di valutazione che può essere adattato a diversi contesti locali. Le sfide non mancano, ma le CER offrono anche significativi vantaggi per la comunità, tra cui la creazione di posti di lavoro, la valorizzazione delle risorse locali e la promozione di un modello energetico più equo e sostenibile.
Un aspetto che potrebbe rendere ancora più potente il modello delle CER è l’integrazione della blockchain. Questa tecnologia, nota per la sua capacità di garantire trasparenza, tracciabilità e sicurezza attraverso gli smart contract, potrebbe infatti rafforzare ulteriormente l’efficacia delle CER e contribuire alla crescita delle smart cities. Un ecosistema energetico affidabile e partecipato è essenziale per la transizione verso città più intelligenti e sostenibili, dove la gestione dell’energia non è solo una questione tecnica, ma anche una sfida sociale e culturale.
Con la crescente attenzione verso la sostenibilità e la digitalizzazione, l’integrazione di soluzioni come la blockchain potrebbe diventare un fattore determinante per il successo delle CER, contribuendo a realizzare una visione di futuro in cui l’energia non è solo una risorsa, ma un bene comune condiviso da tutti.